Donna adulta studia la sera su un computer portatile, prendendo appunti su un quaderno: la formazione online degli adulti in Italia secondo i dati di Accademia Domani

Cosa studiano davvero gli italiani online. I numeri di Accademia Domani

Chi si iscrive a un corso online, cosa sceglie davvero? Non quello che rimane a livello di intenzione, di curiosità intellettuale, di studio per orientarsi e capire se la materia piace davvero. La scelta effettiva è quella che si compie quando ci si mette alla prova, quando si decide di sostenere l’esame. È una distinzione che nel nostro modello conta più che altrove: chi attiva il Pacchetto viene iscritto d’ufficio all’intero catalogo, e quindi le iscrizioni non dicono nulla delle intenzioni. Abbiamo allora aperto i registri della piattaforma e contato i comportamenti, non le adesioni: gli esami sostenuti, i tentativi, i voti, su un campione di oltre settecentomila studenti e quasi seicentomila esami, in forma aggregata e anonima. Ne esce un ritratto dell’Italia che studia da casa diverso da quello che ci si aspetta, e lontano dai luoghi comuni sui corsi online come passatempo.

L’ufficio batte tutto

I due esami più sostenuti sono Microsoft Word ed Excel Base, che insieme valgono quasi un esame su dieci di tutta la piattaforma: prima delle lingue, prima del marketing, prima dell’intelligenza artificiale. Subito dietro vengono Paghe e contributi, Segreteria Amministrativa e Contabilità Generale. Chi studia online lo fa per un bisogno concreto e vicino, una mansione da tenere, un colloquio da superare, un’attività da mettere in regola. La spina dorsale amministrativa delle piccole imprese italiane si forma, in buona parte, la sera davanti a uno schermo, e non lo dice nessuna statistica ufficiale perché questa formazione non passa da un’aula.

L’esame più temuto è Excel

Non quello di programmazione, non quello di lingua. Su cento esami di Excel Base ne vengono superati trentuno, e appena nove al primo tentativo, con una media di 71/100 sul tentativo migliore: è di gran lunga il risultato peggiore del catalogo. Il foglio di calcolo è lo strumento che tutti scrivono nel curriculum e che pochi padroneggiano, e l’esame lo dimostra con una certa crudeltà. Sullo stesso gradino, con meno di un promosso su due, stanno Contabilità Generale e Addetto alla Sanificazione: materie in cui non basta aver capito, bisogna aver memorizzato procedure e numeri.

I mestieri si superano al primo colpo

All’estremo opposto, i corsi che coincidono con una professione specifica si superano quasi sempre alla prima prova: Make Up e Wedding Planner con il cento per cento dei promossi al primo tentativo e medie tra 95/100 e 97/100, HACCP per responsabili cento su cento con media 96/100, HACCP per il personale di sala 97 promossi su cento. Non è che l’esame sia facile: è che chi arriva a sostenerlo porta con sé un’esperienza già fatta sul campo, e la certificazione la mette nero su bianco. Questo spiega anche perché l’HACCP, una materia del catalogo con un obbligo di legge alle spalle, sia tra le più frequentate: si studia perché si deve, e si passa perché si sa già.

Il metodo: sbagliare, tornare indietro, riprovare

Nel complesso il 71% degli esami sostenuti viene superato, il 61% al primo tentativo. Chi non ce la fa riprova: la media è di 2,2 tentativi per esame, e il punteggio finale medio sale a 84 centesimi. La ripetibilità dell’esame, che qualcuno considera una concessione commerciale, è in realtà il meccanismo dell’apprendimento adulto: si sbaglia, si torna sulla lezione, si ripassa, si ritenta. Il caso limite è il corso di Brain Training, dove il quiz viene rifatto in media quindici volte da chi lo affronta: non per superarlo, ma perché viene usato per esercitare la mente.

I temi che raccontano un Paese

Fuori dall’ufficio, l’alimentazione è la seconda passione degli italiani che studiano: Alimentazione Sportiva ed Educazione Alimentare sono tra i sei esami più sostenuti di tutta la piattaforma, con medie oltre i 90 punti. L’armocromia e la consulenza d’immagine hanno numeri da corso professionale, non da curiosità. L’inglese resta la lingua più studiata, ma il livello di partenza è basso: gli esami di A1-A2 e B1 sono il doppio di quelli di Business English, e la lingua da zero è tra le prove con il tasso di promozione più basso. E il correttore di bozze, mestiere che si dava per estinto, raccoglie più esami del corso di Responsabile Risorse Umane, con una media di 90.
Su questo tema apriamo una parentesi, la correzione di bozze, il digital marketing, la SEO, la content creation, sono professioni dove l’AI ha sicuramente facilitato molto l’esecuzione dell’attività professionale, ma questo richiede a chi se ne occupa competenze ancora maggiori di prima, perché deve essere in grado di supervisionare e correggere quello che viene prodotto o proposto dall’intelligenza artificiale.

Cosa dice tutto questo

L’Italia è da anni in coda in Europa per partecipazione degli adulti alla formazione, e i numeri ufficiali contano corsi in aula, master, percorsi accreditati. Sotto quel radar c’è una formazione diversa: adulta, pratica, poco romantica, fatta la sera e nei ritagli. Non si studia per curiosità ma per una busta paga, un contratto, un lavoro che cambia. E si studia con una serietà che le percentuali degli esami, con i loro fallimenti e le loro seconde possibilità, raccontano meglio di qualunque testimonianza: persone che tornano sulla stessa pagina finché non ce la fanno.

I dati provengono dai registri della piattaforma Accademia Domani, attiva dal 2010, in forma aggregata e anonima; le percentuali sono calcolate su un campione di oltre settecentomila studenti e quasi seicentomila esami sostenuti. Dal 2010 la piattaforma ha rilasciato quasi trecentomila certificati.

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