Questo articolo nacque per raccontare uno studio celebre: la ricerca commissionata dal governo britannico all'istituto Fast Future sui lavori che sarebbero comparsi entro il 2030. All'epoca quelle professioni — il costruttore di parti del corpo, il pilota del turismo spaziale, l'agricoltore verticale — suonavano come fantascienza da convegno. Ora che il 2030 è dietro l'angolo, possiamo fare la cosa che nessuna previsione può evitare per sempre: i conti. E i conti, vedrai, riservano sorprese in entrambe le direzioni.
La pagella delle previsioni, quindici anni dopo
Promossi a pieni voti. L'agricoltore verticale esiste: le fattorie verticali sono un'industria vera, con impianti anche in Italia che coltivano insalate su più piani alle porte delle città. Il pilota e la guida del turismo spaziale pure: i voli suborbitali con passeggeri paganti sono realtà da anni, e le agenzie di viaggio spaziale assumono. Lo specialista dei cambiamenti climatici è oggi una delle famiglie professionali che cresce più in fretta al mondo, dai tecnici delle rinnovabili ai consulenti per la sostenibilità. E il consulente della terza età ha perfino un nome di mercato: la silver economy, con i suoi care manager, è uno dei settori a maggiore domanda di personale in un'Italia che invecchia.
Promossi con riserva. Il costruttore di parti del corpo lavora nei laboratori più che nei centri commerciali: la stampa 3D di protesi è quotidianità, la bio-stampa di tessuti è ricerca avanzata. Il nanomedico non firma ricette, ma le nanoparticelle sono entrate davvero nei farmaci che tutti conosciamo. E l'etico della nuova scienza, che sembrava la figura più astratta della lista, è oggi una persona in carne e ossa con un contratto: le aziende assumono esperti di etica dell'intelligenza artificiale, e la nuova regolamentazione europea ne moltiplica il bisogno.
Rimandati. Il chirurgo della memoria per ora resta al cinema, anche se le interfacce tra cervello e computer hanno iniziato le prime sperimentazioni sull'uomo. E gli insegnanti-avatar? Qui la previsione ha sbagliato la forma e azzeccato la sostanza: in classe non sono arrivati gli avatar, è arrivata l'intelligenza artificiale — tutor automatici, assistenti per la preparazione delle lezioni, sistemi che si adattano allo studente. Il contatto umano, per fortuna, è ancora al suo posto; ma il mestiere di chi insegna sta cambiando davvero.
La lezione: si sbagliano i dettagli, si azzeccano le direzioni
Messe in fila, le pagelle raccontano una regola che vale per ogni previsione sul lavoro: i nomi esotici delle professioni invecchiano male, le direzioni invecchiano benissimo. Salute e longevità, spazio, clima, digitale: chi nel 2010 avesse scelto una di queste correnti — con qualunque mestiere — oggi si troverebbe dalla parte giusta della marea. E c'è anche la lezione dell'omissione, la più istruttiva di tutte: lo studio immaginava mestieri nuovi e spettacolari, ma la rivoluzione vera del decennio non è stata un lavoro nuovo. È stata una tecnologia trasversale — l'intelligenza artificiale — che sta trasformando tutti i lavori esistenti, dal geometra al pasticcere. Il futuro, quasi sempre, non ti cambia il mestiere: ti cambia il modo di farlo.
I lavori che crescono davvero, dati alla mano
Per il presente non servono le sfere di cristallo: il Future of Jobs Report del World Economic Forum, costruito sulle risposte di centinaia di grandi datori di lavoro nel mondo, stima che entro il 2030 nasceranno circa 170 milioni di nuovi posti a fronte di 92 milioni trasformati o sostituiti, e che quasi quattro competenze su dieci tra quelle richieste oggi cambieranno. In cima alla crescita percentuale ci sono gli specialisti di dati, intelligenza artificiale, sicurezza informatica e sostenibilità; ma la sorpresa sta nella crescita assoluta, dove dominano mestieri antichissimi rilanciati da demografia e transizione verde — agricoltura, edilizia, logistica, professioni della cura. In calo, invece, le mansioni amministrative ripetitive: non i lavori d'ufficio in sé, ma la loro parte più meccanica. Il messaggio per chi deve scegliere è netto: il futuro non chiede a tutti di diventare informatici; chiede a ognuno di portare nel proprio mestiere lo strato di competenze che le macchine non coprono e gli strumenti che le macchine offrono.
E quindi: conviene ancora laurearsi?
Era la domanda dell'articolo originale, e merita una risposta onesta: dipende dal percorso, ma soprattutto è la domanda sbagliata. Quella giusta è «quali competenze mi servono per la direzione che ho scelto» — e la risposta, per quasi tutti, è una combinazione: un titolo dove il titolo è richiesto, certificazioni mirate dove conta il saper fare, e in ogni caso la formazione continua, perché se quattro competenze su dieci cambiano entro il 2030, chi lavora oggi dovrà comunque tornare a imparare. La laurea apre porte; è l'abitudine ad aggiornarsi che le tiene aperte.
Come prepararsi, da subito
Tre mosse alla portata di chiunque. Uno: scegli la tua direzione tra le quattro correnti che i dati confermano — salute e cura, sostenibilità, digitale, e i mestieri concreti che la transizione rilancia. Due: aggiungi al tuo mestiere lo strato trasversale che vale in tutte: saper usare l'intelligenza artificiale per lavorare meglio — è la competenza col divario più ampio e il premio più alto, e il nostro corso di Intelligenza Artificiale da Zero è costruito per chi parte senza basi tecniche. Tre: rileggi le previsioni ogni anno con occhio critico, come abbiamo fatto qui: allenarsi a distinguere le mode dalle direzioni è essa stessa una competenza del futuro.
Domande frequenti
Quali sono i lavori del futuro più richiesti?
In percentuale crescono più in fretta specialisti di dati, AI, sicurezza informatica e sostenibilità; in valore assoluto, professioni della cura, agricoltura, edilizia e logistica. La lista completa cambia ogni anno: le quattro direzioni di fondo, no.
L'intelligenza artificiale ruberà i lavori?
La formulazione onesta è un'altra: trasforma i compiti dentro i lavori, e sposta il vantaggio verso chi la sa usare. Nei prossimi anni la differenza non passerà tra il tuo mestiere e un altro, ma tra te con questi strumenti e te senza.
Che percorso consigliare a un figlio, oggi?
Una direzione solida più l'adattabilità: qualunque cosa studi, che impari anche a imparare — e a usare gli strumenti del suo tempo. È la sola previsione su cui tutti gli studi, da quindici anni, sono d'accordo.
I lavori del futuro, alla prova dei fatti, somigliano molto ai lavori di sempre con dentro competenze nuove. Ed è una notizia bellissima per chi non ama aspettare: quelle competenze si possono imparare adesso. Il Pacchetto di Accademia Domani apre tutti i 220 corsi del catalogo con un solo pagamento — dalla cura alla cucina, dal digitale all'intelligenza artificiale — perché il modo più serio di prevedere il proprio futuro resta, da sempre, prepararlo.

















