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Facebook e l’intelligenza artificiale: due Bot lasciati a parlare da soli?

Facebook e l’intelligenza artificiale: due Bot lasciati a parlare da soli?

Sembra davvero uno scherzo eppure è così. Facebook ha pensato fa comunicare direttamente due Bot per un esperimento. 

Facebook e i Bot

Mike Lewis e l’unita per la ricerca sull’intelligenza artificiale di cui fa parte, hanno deciso di compiere un particolare sperimento. Nella tematica dell’intelligenza artificiale hanno deciso di lasciar parlare tra loro due Bot la scoperta è stata sorprendente. I due Bot, infatti, hanno sviluppato una lingua indipendente e, in base alla missione di negoziare un accordo, hanno finto un iniziale disinteresse con i loro comportamenti. Alla strenua dei bambini anche i Bot hanno deciso di stabilire un mezzo di comunicazione e lo hanno sfruttato a loro piacimento. Una scoperta incredibile che dimostra come anche le Intelligenze artificiali riescono a “formarsi” un pensiero e dunque potrebbero prendere decisioni autonomamente? Perché Facebook è cosi interessata allo sviluppo di questi strumenti di comunicazione informatici? 

Cosa sono i Bot. 

L’azienda più potente del momento, Facebook, è molto interessata allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale perché questa permetterebbe loro di automatizzare dei processi ripetitivi e monotoni. I Bot sono dei robot, e il Chatbot è un programma attraverso il quale si parla con un robot dotato di intelligenza artificiale. Il Bot viene programmato er dare delle risposte strutturate e sensate, attinenti alle domande che gli vengono poste. Grazie alla tecnologia molte piattaforme di messaggistica istantanea si sono evolute, come per esempio Messenger e WhatsApp. Di Bot si parlava già negli anni ’50 per con la nascita delle chat hanno spostato il loro interesse verso questo settore creando un vero e proprio modello di business innovativo che prende il nome di Bot Economy. La Bot revolution potrebbe cambiare completamente il settore della customer care aiutando imprese e professionisti a creare un rapporto diretto con i loro clienti migliorandone la percezione dei servizi. Questo perché i Bot riescono a rispondere alle richieste di informazioni dei clienti, rispetto a determinati servizi o prodotti di consumo. I Bot riescono ad aiutare la logistica in fatto di shop online, per gli ordini e le spedizioni dando assistenza al cliente dopo che ha acquistato. La tecnologia provvede anche a intrattenere il pubblico in un ottica di acquisition e fidelizzazione. 

Esistono dei limiti all’uso dei Bot?

Allo stato attuale i chatbot rappresentano si una tecnologia avanzata ma che ha molti limiti rispetto alle Intelligenze Artificiali che ne sono alla base. Uno dei problemi principali riscontrato è la non comprensione di alcune domande da parte dei Bot. Il problema dipende anche da noi però che spesso ci dimentichiamo che stiamo parlando con una macchina e di conseguenza componiamo delle domande che neppure un umano potrebbe capire. Quando si parla di Bot si parla anche di sicurezza e di privacy, i sistemi devono lavorare molto di più su questo aspetto e implementare soluzioni e funzionalità che facciano sentire gli utilizzatori più sicuri. Altro dubbio è sulla possibilità di rivolta dei bot contro gli umani come hanno già ipotizzato in passato. 

Uso delle chat box dalle aziende

Sono tante le aziende che hanno già utilizzato le chatbot, come  per esempio la californiana Trim che propone bot in grado di negoziare per noi offerte migliori con Comcast, un network via cavo. Un anno fa Tay, il bot lanciato da Microsoft come esperimento di conversazione automatica durò appena 24 ore perché fu inondato da commenti razzisti. Un caso di successo è stato Wahlbot lanciato dal broadcasterOrf in occasione delle ultime elezioni austriache per informare e rispondere la diffusione di inesattezze. È certamente colmo di controindicazioni tale sistema ma anche caratterizzato da un forte successo per il futuro, come dimostra l’esperimento condotto. Lo sviluppo di bot in grado di negoziare accordi è interessamento ma il problema potrete essere inquadrarne l’uso. Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserverà il futuro della tecnologia AI.

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Galaxy Note 8 e i problemi tecnici: Samsung sbaglia il nuovo modello? 

Galaxy Note 8 e i problemi tecnici: Samsung sbaglia il nuovo modello? 

Samsung ha confermato ufficialmente che il nuovo Galaxy Note 8 non avrà il lettore di impronte digitali sotto lo schermo a causa di varie limitazioni tecniche. 

Samsung Galaxy Note 8.

L’ultimo modello di smartphone di casa Samsung sembra avere dei problemi tecnici. L’azienda ha infatti confermato che il nuovo Samsung non avrà il lettore di impronte digitale perché le limitazioni tecniche non lo permetterebbero. Direttamente dalla Cina la conferma che l’attuale tecnologia non permetterebbe di avere una luminosità uniforme del display. Il problema già affrontato nel Galaxy S8 aveva portato a pochi risultati poco soddisfacenti che costrinsero i produttori Samsung di utilizzare un sensore biometrico tradizionale. Il problema però è che l’ampio schermo Infinity Display di Samsung ha comportato l’eliminazione del pulsante Home e dello scanner delle impronte digitali che è stato spostato nella parte affianco alla fotocamera posteriore.Una scelta questa di Samsung molto criticata e sicuramente poco comoda. 

I problemi di Samsung.

 

Sono stati tanti nell’ultimo periodo gli insuccessi della casa produttrice Samsung che ha dovuto anche ritirare dal mercato alcuni modelli di smartphone. In questo caso, il Galaxy Note 8, semplicemente non si avrà la telecamera ma in altri casi i prodotti sono stati definitivamente ritirati dal mercato. Stiamo parlando del caso Galaxy Note 7 che, dopo alcune batterie esplose mentre erano sotto carica, è stato ritirato dal mercato. Samsung, azienda leader della vendita di smartphone, originaria della corea, non poteva davvero immaginare un tale danno economico all’uscita del penultimo modello. Koh Dong-jin, confermò che alcune batterie erano esplose a causa di problemi tecnici. I modelli vennero ritirati dal mercato e coloro che lo avevano acquistato vennero ripagati con un nuovo modello. La società apri una indagine per verificare l’esistenza del problema e secondo le stime ottenute 24 unità ogni milione  riscontrava il problema. Un grosso danno economico che ha portato al successo di Apple che vende il 12% dei prodotti elettronici. Samsung e il suo 22% persero quote nel mercato e Apple se ne approfittò completamente uscendo con il suo iPhone7. Questo ultimo insuccesso produttivo di Samsung porterà sicuramente altri problemi economici all’azienda. Non ci resta che attendere e vedere come, questa volta, verrà risolto il problema prima che Apple arrivi sul mercato con il suo iPhone che, quest’anno, celebra 10 anni! 

 

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Nuove scoperte in ambito astronomico: 219 nuovi pianeti!

Nuove scoperte in ambito astronomico: 219 nuovi pianeti!

Recente l’annuncio della Nasa che ha scoperto 219 nuovi pianeti esterni al Sistema Solare. 

I pianeti simili alla Terra.

I nuovi 219 Pianeti che la Nasa ha annunciato di aver scoperto grazie alle recenti ricerche, si trovano nella fascia abitabile e sono grandi quanto la terra. Essendo alla giusta distanza dalla propria stella, possono avere acqua liquida in superficie. I risultati raggiunti grazie al Telescopio spaziale Kepler hanno portato alla conoscenza di 4034 potenziali mondi alieni! La domanda principale che assilla tutti noi è: ma ci sono dei pianeti dove potrebbe esserci la vita? Il mito degli Ufo sempre più presente soprattutto sui social dove navigano continuamente video di atterraggi alieni in ogni parte del mondo. 

Migliaia di Pianeti come la Terra.

Susan Thompson, coordinatrice del catalogo presso il Siti Institute di Mountain View in California, afferma che il Kepler ha permesso anche la misurazione con grande precisione di migliaia di pianeti. La misurazione ha permesso la catalogazione dei pianeti rilevando due tipologie principali tra quelli più piccoli: quelli rocciosi, grandi come la Terra, e quelli gassosi più piccoli di Nettuno. Sono stati tanti gli studi sulla fascia fuori dal nostro Sistema Solare, recentemente la Sonda New Horizons ha affrontato il viaggio per arrivare ai confini del Sistema Solare. Il Sistema che è stato scoperto si trova a ci oca quaranta anni luce da noi. C’è una stella nana, Trappist-1, stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, che presenta sette Pianeti simili alla Terra. Ben tre di questi pianeti si trovano nella fascia di spazio abitabile, che dunque, permette di avere uno stato liquido della materia e quindi acqua: dunque vita. 

Stella Trappist-1: il sistema planetario più bello!

Trappist-1 non solo è una bellissima stella ma ha il maggior numero di pianeti nella zona abitabile: ben tre pianeti simili alla Terra. Nonostante tutto è una stella molto fretta, con temperatura superficiale di 2400 °C, la metà di quella del Sole.  

Tre Terre, tre successi. 

 

Le stime di densità che sono state fatte sui pianeti di questo misterioso Sistema Solare Trappist-1, hanno dimostrato che dovrebbero essere internamente rocciosi, come i pianeti del nostro Sistema Solare. La temperatura della loro stella porta ad una temperatura sui pianeti che permetterebbe di avere l’acqua e potrebbero aver le temperature ambientali adatte alla vita. L’acqua è uno degli ingredienti della ricetta Uomo, ma bisogna capire che la presenza di acqua in questo caso è solo ipotizzabile perché non avendo dei viaggi stellari che permettono l’analisi in loco è impossibile, al momento, stabilire se effettivamente ci sia la vita su questi pianeti. A noi, non resta che sperare in un futuro con il raddoppio della popolazione, non mondiale, ma universale!

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Twitter cambia pelle: importanti cambiamenti estetici per il social.

Twitter cambia pelle: importanti cambiamenti estetici per il social.

Gli sviluppatori di Twitter hanno appena annunciato cambiamenti nell’estetica dell’applicazione all’insegna della User Experience e del minimalismo. 

Twitter: un social in continua evoluzione. 

Twitter, attraverso i suoi sviluppatori, sta cambiando pelle, migliorando l’estetica dell’applicazione. Un cambiamento caratterizzato da una gestione più ottimizzata degli elementi della UI, con una maggiore reattività e fluidità. Le caratteristiche riguarderanno, tra l’altro, i pulsanti relativi al profilo, agli account secondari, alle impostazioni della privacy e la gestione dei font e nel lettering. È questo l’aspetto che consentirà di rendere più coerente la tipografia più coerente e massimizzare l’esperienza utente. Altra novità sarà l’immagine del profilo che elimina la vecchia immagine con l’uovo, che spesso non era sostituita dall’utente. La generica immagine nasce con il preciso intendo di portare gli utenti alla modifica appena dopo l’iscrizione al servizio. 

L’evoluzione di twitter: il calo di utenti e la voglia di innovarsi. 

 

Twitter sta sperimentando in questi ultimi mesi un preoccupante calo. L’aggiornamento sarà sicuramente una reazione alla mancanza di crescita in campo di utenti. L’azienda, inoltre, circola in acque tempestose sotto il profilo finanziario. La storia di Twitter parte come quella di una piattaforma semplice ma efficace in grado di mettere in difficoltà anche Facebook. Twitter aveva immaginato di divenire l’erede moderno dei mass-media eppure oggi sta calando l’utenza del social.  Diventato popolare perché permetteva alle reti social di essere più raggiungibili attraverso # e contenuti definiti per settore, ora perde il suo primato a causa dell’aumento incredibile dell’utenza degli altri social. Facebook stesso ha affermato che nonostante il calo in borsa in realtà la sua realtà è in costante aumento. Bisogna però sottolineare che Twitter, a differenza della maggior concorrente Facebook, non ha saputo sfruttare il successo ottenuto nel primo periodo della sua vita. Avrebbe, a esempio, potuto diventare un aggregatore di informazioni e Big Data, ma non è riuscita a evolversi in tal senso. Diciamo però che Twitter ha dimenticato che la rete non è solo da sfruttare ma anche da accrescere e costruire. L’errore lascia che si chiuda in se stesso uno dei social più innovativi dei primi anni della diffusione della rete? Probabilmente si. 

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Mangio poco e non dimagrisco…perché?

Mangio poco e non dimagrisco…perché?

È consuetudine recarsi dai dietisti e recitare la frase “mangio poco, sono a dieta e non dimagrisco: perché?” Se davvero non mangiamo continuamente mentendo al nostro medico, quali possono essere le cause della mancanza di dimagrimento?

La dieta e il nostro corpo. 

Il nostro corpo è una macchina perfetta con dei meccanismi e delle necessità specifiche che, quando non vengono soddisfatte, possono portare a scarsi risultati sulla dieta. Il meccanismo di cui siamo fatti non è evoluto come la realtà contemporanea ma abbiamo mantenuto delle tendenze primitive. Sicuramente anche nei processi di dimagrimento. La mancanza di cibo, come affermato in qualche articolo fa, scatena un meccanismo di protezione del nostro corpo, abituato ad affrontare i periodi di carestia. Per capirci meglio utilizziamo le Kcal necessarie al giorno. Una donna che ha bisogno di 1800 Kcal al giorno e inizia una dieta con apporto di 1000Kcal, dopo un primo periodo di dimagrimento smetterà di perdere peso. Perché? Semplice: il metabolismo capirà che l’apporto calorico sta diminuendo e per protezione personale inizierà a “farsi bastare” quelle Kcal introdotte nell’organismo. Il metabolismo però, a causa della nostra dieta, rallenterà e a fatica potrà ritornare al suo effettivo funzionamento. Una dieta, realizzata da noi, dove mangiamo poco nell’arco della giornata, ci spingerà a mangiare molto la sera e il metabolismo non riuscirà a smaltire quello che mangiamo. Le calorie introdotte durante la nostra cena “sfogo” verranno immagazzinate dal corpo per paura di non aver abbastanza energia nell’arco della giornata e aumentiamo il grasso corporeo! 

Come risolviamo il nostro problema di dieta?

Ma allora come possiamo risolvere questo problema? La conoscenza alimentare è necessaria in questo campo e soprattutto l’attività fisica. Il Ministero della Salute ha sottolineato l’importanza dell’attività fisica riunendola dietro la frase “fai le scale non prendere l’ascensore”. Effettivamente è davvero importante sposare sport e dieta. Un’alimentazione corretta ed equilibrata rappresenta il sistema più adatto per soddisfare i bisogni energetici e nutrizionali. La domanda sorge spontanea: come faccio a fare sport se lavoro tutto il giorno? Innanzitutto è impossibile lavorare tutto il giorno perché qualsiasi lavoro prevede dei periodi di pausa che possiamo utilizzare per fare attività fisica. Esistono poi numerosi servii che possono essere svolti anche direttamente alla scrivania o in ufficio. 

  • Camminare: non possiamo solo camminare al parco o per strada ma un ottimo esercizio che può essere svolto direttamente da casa è quello di camminare sul posto. Iniziare lentamente e aumentando la velocità alzando anche le ginocchia è un ottimo esercizio. 
  • Step: utilizzano qualsiasi piano possiamo svolgere 15 minuti di step che sarà utile per dimagrire e rassodare i muscoli delle gambe.
  • Affondi: se abbiamo una pausa possiamo svolgere degli affondi, stando in piedi pieghiamo una gamba in avanti restando in equilibrio con le mani su un ginocchio. 
  • Alzate laterali: in piedi con le mani sulla sedia possiamo alzare la gamba al lato senza appoggiare il piede per 20 volte a gamba. 
  • Roteare il busto: sempre in piedi per 10 minuti potete roteare il busto mettendo le mani sui fianchi, ci aiuterà a migliorare le maniglie dell’amore. 

Siate fedeli a questo comportamento salutare, farlo ogni giorno vi aiuterà a rendere veloce il metabolismo e migliorare l’effetto della dieta che il Nutrizionista vi ha consigliato di seguire. 

 

Nel frattempo potete seguire questo interessante corso per personal trainer che vi insegnerà i segreti dell’attività fisica. 

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Netflix cambia pelle: sarà marketing?

Netflix cambia pelle: sarà marketing?

Dopo aver concesso ai propri abbonati la possibilità di scaricare i film in catalogo per l’offline, Netflix cambia regole! 

Netflix 

L’azienda nata come distributore di Cd e che in breve tempo è riuscita a divenire leader nel noleggio dei Film, recentemente è anche diventata produttrice di film. Netflix però sta cambiando pelle. Dopo aver consesso ai propri abbonati la possibilità di vedere anche offline i titoli del proprio catalogo sembra aver fatto un passo indietro. Alcuni utenti hanno ricevuto un avviso relativo al numero di download disponibili per ogni titolo. Ogni contenuto potrà ora essere scaricato solamente un determinato numero di volte, mossa con la quale Netflix si protegge dalla pirateria. Il numero di scaricamenti possibili sembra essere circa quattro/cinque che comprendono anche la memorizzazione nella cache per poterlo visualizzare. 

Perché questo cambiamento di Netflix?

 

La limitazione che oggi subiamo da Netflix se da un lato dipende sicuramente dalla volontà dei proprietari dei contenuti, dall’altra è stata mossa direttamente gestita dall’azienda. La trasparenza nei movimenti di registrazione pare sia sta apprezzata dagli utenti e dai produttori. Netflix non è nuova al far parlare di se: qualche mese fa abbiamo parlato delle opportunità lavorative aperte in tutto il mondo. Recentemente, invece, è al centro di un caso che sta coinvolgendo numerosi possessori di NVIDIA SHIELD Android TV. Il nuovo aggiornamento del firmware alla versione 5.2 sembra non funzionare perfettamente. Il contenuto in caricamento si bloccherebbe al 25% senza possibilità di aggirare il problema. Sicuramente il problema verrà presto risolto sia di NVIDIA che da Netflix che rilasceranno qualche nuovo aggiornamento che aggirerà il problema. 

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L’estate sta arrivando e la dieta ci sta distruggendo?

L’estate sta arrivando e la dieta ci sta distruggendo?

L’estate si sa è un dramma per tutte le fashion addicted che nel corso dell’inverno ha pensato solo alle cene e agli apertitivi: ora tocca la dieta.

Fast and Diet.

L’estate: gioia e dolore di migliaia di donne, e anche uomini. In tantissimi stanno viaggiando verso diete assurde dell’ultimo secondo per rispondere al meglio alla famigerata “prova costume”. Ma questa diete funzionano davvero o fanno solo male al nostro corpo? Abbiamo portato avanti una ricerca per cercare di conoscere la situazione generale del panorama dietetico online. Sono tantissimi i siti che promuovo diete last-minute, diete dell’acqua, diete della frutta. Ma funzionano davvero? È recente anche la notizia della signora che ci ha rimesso la vita a causa di una “dieta dell’acqua”. È del 1944 il primo studio condotto dall’Università del Minnesota che, pur avendo altri scopi, dimostro gli effetti imprevedibili e psicologici del digiuno. Lo scopo reale della ricerca era quello di scoprire la migliore strategia alimentare da utilizzare con i superstiti della Seconda Guerra Mondiale che avevano subito un periodo prolungato di digiuno e scarsa alimentazione. Dei trentasei uomini che furono chiamati a far parte dello studio, 4 si ritirarono durante la seconda fase della ricerca, sui restanti 32 si compirono delle importanti scoperte. Il lungo periodo di restrizione alimentare aveva provocato significative modificazioni nel comportamento, nella psicologia e nelle interazioni sociali dei partecipanti. Anni più tardi, durante uno studio condotto per conoscere l’anoressia nervosa, è stato osservato che i sintomi di questa malattia erano identici a quelli dello studio del ’45. 

Le osservazioni sull’alimentazione del digiuno. 

Quali sono state le osservazioni principali? Innanzitutto problemi psicologici. Furono evidenziate modificazioni nel funzionamento emotivo e cognitivo di tutti i partecipanti all’esperimento. 

  • Alterazioni della capacità di concentrazione
  • Aumento delle preoccupazioni legate al cibo
  • Sbalzi di umore
  • Irritabilità
  • Ansia
  • Cambi di personalità transitori.

Non solo però: vennero riscontrati anche problemi comportamentali importanti. 

  • Nascita di rituali alimentari
  • Consumo di tabacco aumentato
  • Interesse per i libri di cucina che leggevano in modo ossessivo
  • Alimentazione incontrollata con episodi bulimici.

Ma l’aspetto più preoccupante, ovviamente, sono stati gli effetti fisici.

  • Disturbi del sonno
  • Disturbi gastrointestinali
  • Cefalee
  • Ipotermia 
  • Bradicardia
  • Precoce senso di sazietà
  • Vertigini
  • Senso di debolezza

Tutto questo fa pensare come sia necessario davvero il controllo dell’alimentazione. Allora come comportarsi con le innumerevoli diete che possiamo reperire online?

I consigli di alimentazione online. 

 

Certo è che l’inverno ci ha messo su un po’ di kg, come possiamo eliminarli? Noi non consigliamo di seguire le diete che possono essere reperite online, in quanto non badano alla situazione dell’utente. Una dieta degna di questo nome dovrebbe essere composta di consigli alimentari e di suggerimenti che servono a migliorare l’alimentazione. Noi proponiamo tra il nostro parterre di corsi anche un corso sull’alimentazione, che è condotto da un nutrizionista medico professionista. L’alimentazione e i suggerimenti del corso sono regolati in base a consigli generali, semplici da seguire, che aiutano a migliorare l’alimentazione tutto l’anno. Perché, cari lettori, non si dimagrisce solo l’estate ma bisognerebbe essere in forma tutto l’anno! 

 

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All’E3 i videogiochi raccontano una storia.

All’E3 i videogiochi raccontano una storia.

 

Si è svolto a Los Angeles l’Electronic Arts dove finalmente i giochi riportano un’attenzione particolare per le narrazioni e le trame. 

L’evoluzione dei videogiochi. 

Si è svolto a Los Angeles la fiera dell’elettronica E3 dove sono stati presentati le nuove tipologie di videogames. La manifestazione è sempre preceduta dalle grandi anteprime dei più grandi nomi del settore che promuovono le novità per il mercato. La novità quest’anno, però, è la tipologia di videogiochi presentati, il filo conduttore, infatti, è l’attenzione particolare per le storie narrate all’interno dei giochi. Un enorme balzo verso la realtà dei videogiochi che ora narrano davvero qualcosa di possibile nel mondo “umano”. Prendiamo ad esempio l’annuncio fatto da Madden NFL 18 NBA LIve che ora ha una storia del tutto simile a quella della modalità viaggio di Fifa 17. La novità? Ci si calerà completamente nei panni di un giocatore di basket o di football! I sogni di diventare delle star dello sport ora sanno realizzabili davvero per tutti. 

E per chi ama i videogiochi d’auto. 

 

Anche Need For Speed Payback, ennesimo capitolo della saga, riserva delle novità per tutti gli amanti della corsa su quattro ruote. Le anticipazioni posizionano il videogioco a metà strada tra GTA Burnout e il film Fast ad Furious. Non solo corse in solitaria però, i nuovi giochi prevedono anche interazione con gli amici. Novità assoluta è A Way Out, una storia di evasione carceraria e la successiva fuga di due amici in cerca di riscatto. La novità sta nel fatto che si deve giocare con il secondo giocatore, amici nella realtà e nella vita! Ma per tutti gli amanti del vintage la novità tanto attesa non poteva che essere Star Wars Battlefront II, annunciato già lo scorso anno. Il videogioco ha lasciato tutti con l’acquolina in bocca per conoscere grafiche e segreti e arriverà finalmente sugli scaffali degli store di videogiochi il 17 Novembre. In questo nuovo capitolo gli scenari dedicati al multiplayer si ispireranno alle grandi battaglie cruciali che hanno caratterizzato i tre capitoli della saga con una novità. IL videogioco potrà essere utilizzato anche in solitaria, non male per chi si è sempre sentito il re dell’universo!

Hai sempre sognato di realizzare videogiochi? Diventa anche tu un programmatore videogiochi!

 

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Apple: problema di sicurezza per il servizio web.

È di ieri la notizia che il servizio di aggregazione notizie offerto agli utilizzatori iOS è temporaneamente sospeso per un “motivo di sicurezza”.

Apple News sotto scacco. 

Apple News, il sevizio di notizie per gli utenti iOS è fuori uso e lo sarà per molto tempo. Pare infatti che da Cupertino sia arrivato il comunicato che afferma un problema di sicurezza sul servizio. Già da qualche settimana gli utenti iOS hanno notato nel riquadro nella “vista” Today la mancanza della notizie. L’attenzione degli utenti ha destato l’attenzione dei media che hanno iniziato a fare domande riguardo questa mancanza. 

La notizia di Apple.

Le notizie rivelano che è stata la stessa azienda di Cupertino a bloccare il sistema temporaneamente. Perché? Sarebbe stata scoperta una vulnerabilità nella piattaforma relativo al cosiddetto “Jailbreak”. Il metodo permette di bypassare le barriere anti-pirateria del software Apple e permetterebbe di installare sui dispositivi dell’azienda programmi non autorizzati. Un problema di sicurezza importante se si pensa alle continue lamentele riguardo alle truffe informatiche. 

Quanto durerà il blocco Apple?

Le notizie riguardo al blocco della Apple stanno facendo pensare che forse il problema durerà più del normale. In effetti la stessa azienda, che ha deciso di bloccare il servizio, ha fatto intendere che il blocco durerà altri 10 giorni circa. Tutto tornerà così alla normalità senza nessun pericolo per gli utenti. In molti hanno additato questo problema al recente aggiornamento di Apple, come altre problematiche in passato, l’azienda però smentisce. Infatti tornerà tutto alla normalità senza la necessità di aggiornamenti del software. 

Apple News.

 

Il corpo del reato, Apple News, è una piattaforma che seleziona le notizie principali delle testate online nazionali. Non è disponibile in tutti gli stati ma solo in Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia mentre in Italia e negli altri stati c’è una versione ridotta. Questa versione è presente sotto forma di floating app nel menù Today. Superare il sistema di sicurezza che Apple ha creato su tutti i suoi dispositivi è una della missioni di migliori di Hacker. Sono state tante le critiche ricevute per questo sistema di sicurezza che non ha permesso neppure ai servizi segreti di accedere alle informazioni di un terrorista. Apple si rifiuto di fornire i dati del device del terrorismo affermando che il suo principale interesse è sempre stato quello di tutelare la privacy dei suoi utenti. 

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La Guerra dei Sei Giorni e le varie interpretazioni.

La Guerra dei Sei Giorni e le varie interpretazioni.

È in occasione della Guerra dei Sei Giorni che sono stati pubblicati numerosi articoli. Tra vero e irreale molti hanno trasmesso informazioni al limite del grottesco. 

La libertà di espressione dei blogger. 

In occasione del 50esimo anniversario della Guerra dei Sei Giorni sono stati pubblicati molti articoli. Alcuni sono stati uno sproloquio contro Israele e nulla di storico. La libertà di espressione è importante per chiunque si approcci alla scrittura o all’informazione. Costruire un dibattito, sano e costruttivo, è la base della “conoscenza che elimina l’errore”. Fin dalle scuole primarie inferiori ci ripetono che studiare la storia permette di non commettere nuovamente gli stessi errori. Quando però un articolo sfocia nell’aggressivo e nella manipolazione dei fatti, si sbaglia. La libertà di parola diventa libero sbaglio quando scende nell’insulto storico vero e proprio.

La notizia.

Il post che Gianluca Ferrara ha pubblicato sul quotidiano.it, dal titolo “Israele, 50 anni fa la “Shoah” dei palestinesi” è l’esempio dell’errore. Non vogliamo affrontare dei discorsi che dovrebbero essere criticati solo da chi di dovere. Leggere, però, che Israele sarebbe l’autrice di una Shoah nei confronti dei Palestinesi, al fine di occupare la Palestina, sembra una distorsione dei fatti. Nel 1897 non esisteva lo stato della Palestina, mai esistito essendo il nome riferito solo all’area geografica. Il movimento ebraico sionista deve la sua nascita alla spinta di movimenti nazionalisti e influenze mazziniane. Fondamento dei movimenti nazionalisti è la patria e gli ebrei hanno vissuto quei territori ampiamente come dimostrato anche prima della nascita del movimento. Nel 1917 venne sancito il diritto al focolare del popolo ebraico nella Dichiarazione del Ministro degli Esteri Britannico in seguito adottata nel 1922 dalla Lega delle Nazioni. Le Nazioni Unite hanno approvato il piano di creazione di due stati, uno per ebrei l’altro per gli arabi. La popolazione ebraica accetto quella degli arabi promise che non avrebbe mai accettato l’esistenza di un popolo ebraico. Quando Israele proclamo la propria indipendenza, nel 1948, furono le truppe arabe ad accerchiare Israele, dichiararono guerra e conclusero solo nel 1949. Nel 1967 Egitto e altri stati arabi ripresero a preparare un’altra guerra per distruggere Israele. L’unica possibilità per questo stato che benché armato non voleva toccare le armi, come spesso ha ripetuto nel corso delle trattative preguerra, è stata quella di attaccare. Ha così neutralizzato l’aviazione egiziana. Il giorno stesso la Giordania intervenne nello scontro forzando Israele a rispondere. Al termine della battaglia Israele cercò la trattavi e la risposta araba furono tre decisi no ai negoziati, no al riconoscimenti e no alla pace. 

Blogger, giornalisti, storici. 

A cosa serve questo discorso? Chissà, forse a capire che è necessario informarsi. È importante studiare la storia prima di parlare. Quando non si può studiare prima della scrittura dei un articolo si dovrebbe almeno restare imparziali e non esagerare con la manipolazione. La certezza della notizia non è possibile? Allora dovremmo restare sul vago, parlare sulle righe e cercare di passare la parola. Insomma, a ognuno il suo lavoro. I blogger poi, spesso vittime dell’esaltazione dei fatti in favore della vendita del pezzo sui motori di ricerca. Nell’ultimo periodo abbiamo sentito spesso parlare di Fake news, con Wikipedia che ha deciso di fondare una testata giornalistica anti-fake news. Forse coloro che decidono nella vita di essere blogger dovrebbero decidere anche di immolarsi alla causa dello studio. Gli stessi potrebbero affidarsi alle mani esperte di chi questi argomenti li hanno trasformati in mestieri e passioni. 

 

Ti piacerebbe  diventare blogger? Segui il nostro corso online

 

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Problemi con Google Chrome? Ecco come risolverli. 

Problemi con Google Chrome? Ecco come risolverli. 

I browser sono il primo contatto con internet. Ogni giorno milioni di persone accendono il Pc e accedono al browser per lavorare, svago, ricerca.

Chrome e i browser. 

Sono molti i browser di navigazione online come ad esempio Microsoft Edge, Opera, Safari, Explorer e il browser personale di Google: Chrome. I browser, nome per intero web browser, è un’applicazione per il recupero, la presentazione e la navigazione di risorse sul web. Per risorse, sul web, si intende pagine web, immagini o video. Ci sono dei momenti però di difficoltà d’uso e i motivi potrebbero essere tanti. Uno dei problemi maggiori riscontrati dagli utenti è la lentezza di caricamento delle pagine. Un trucco per ovviare a questo problema è lanciare il Task Manager all’avvio del browser. Questo è un centro di comando che permette di controllare i processi gestiti dal browser. Osservando i dati di utilizzo trasmessi dal Task Manager si potrà capire quale scheda impatta maggiormente sulla CPU. Eliminandola la velocità dovrebbe migliorare. Esiste però un Task Manager di Google Chrome, di facile utilizzo e raggiungibile direttamente dal browser direttamente nel menù del browser cliccando l’icona a forma di puntini collocata in alto a destra. Selezionando “altri strumenti” e dal menù a tendina che risulta selezionare task manager. 

Gli strumenti di Chrome. 

 

Sono tanti i tool di Chrome che possiamo sfruttare non solo per velocizzare le pagine ma anche per migliorare il nostro lavoro. Esistono infatti strumenti come Pick Color che permette di visualizzare il codice di qualsiasi colore presente nelle pagine web. Ottimo strumento per coloro che magari lavorano con la grafica e che vorrebbero utilizzare un colore visto sul web. Le estensioni non sono solo queste però: Amazon ha fornito google chrome di un assistente all’acquisto. Questa estensione ti permette di scoprire le offerte del giorno, mette a confronto i prodotti per risparmiare tempo e denaro, permette di creare una lista desideri universale con prodotti scelti su altri siti web. Per chi ama viaggiare, invece, c’è l’estensione booking.com per Chrome. Oltre agli sconti, scopri le offerte nascoste, gli sconti e molto altro. E queste sono soltanto alcune delle estensioni disponibili!

 

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Social, banca e ora anche tv per lo sport: Facebook batte tutti!

Social, banca e ora anche tv per lo sport: Facebook batte tutti!

Il social più usato al mondo, l’unico con il fatturato in attivo nonostante i crolli in borsa, aumenta il suo successo con la Major League Baseball.

Facebook e lo sport.

Facebook ha stretto un accordo con la Major League Baseball MIb per trasmettere in diretta sul social network alcune partite del campionato di baseball più importante del mondo. Indiscrezioni affermano che Facebook trasmetterà 20 partite direttamente dalla pagina Facebook della MIb. Qualche settimana fa abbiamo dedicato all’F8 di Facebook un articolo dove abbiamo presentato le novità del social. Zuckerberg ha confermato che a breve permetterà gli scambi di denaro sulla sua piattaforma. Ha già realizzato le vetrine per promuovere lo sviluppo business. Ha potenziato i controlli sui video per far tacere le tante critiche ricevute in questi mesi. Ha migliorato il percorso di verifica delle notizie e dei profili contro i fake della politica

Le novità di Facebook.

Sono tante le notizie circolate dall’F8 di quest’anno. L’evento per gli sviluppatori Facebook ha riservato delle grandi notizie per tutti coloro che hanno fatto un business di questo social. Ma cosa è cambiato negli ultimi tempi? Facebook sta puntando oltre rispetto al semplice social che era all’inizio della sua carriera. Sono tanti le internet company che stanno evolvendo a favore di altri settori e altri modi di reinventarsi. Si sa che se ci si inventa sempre nuovi si ottengono maggiori risultati. Il social ha cambiato pelle quando ha iniziato a capire le potenzialità di business per le imprese, inserendo vetrine, canvas e tutto quello che serve per migliorare le potenzialità della pagina business. Senza parlare poi delle inserzioni sempre più modificabili per ottenere risultati di business. Google, poi, è sempre un grande avversario per Facebook che ha deciso, per combatterlo ad armi pari, di divenire come un motore di ricerca, pare che a breve sarà come big G, se non migliore. 

Lo sport come azione di marketing.

Certo è che questa promozione in campo di sport aiuterà molto Facebook a recuperare un target, l’uomo appassionato di sport, che perdeva durante le partite. Proprio per non abbassare i volumi di traffico ha pensato, bene, di portare le partite sul social così da ri-portare gli utenti nei volumi di traffico. Una mossa astuta che non è la prima nel mondo delle compagnie web. Amazon, infatti, ha firmato un accordo per trasmettere le partite della National Football League, mentre Twitter ha un’intesa simile con la Women’s National Basketball Assocition, lega professionistica di pallacanestro femminile. Facebook però non si ferma qui, indiscrezioni affermano che la società sarebbe interessata all’e-sport e alle partite giocate dietro ad uno schermo. Avrebbe pertanto firmato un accordo con Esl, Electronic Sports League per trasmettere tornei di videogiochi. 

 

 

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BioPic il bio sul ripiano della tua cucina. 

BioPic il bio sul ripiano della tua cucina. 

È italiana la start up che ha ideato la coltivazione sul piano della cucina per permettere davvero a chiunque di consumare prodotti bio al 100%. 

BioPic la terra in città. 

Coltivare sul ripiano della cucina riportando la terra nelle città è la missione di questa start up Made in Italy. L’orto da tavola, OrtoItaliano ricompone di una struttura rettangolare in legno dentro cui trovano posto due vasi. Ma dov’è la tecnologia? Nelle luci a Led di ispirazione spaziale che suppliscono alla mancanza di luce solare. Mangiare verdure biologiche anche in città non è mai stato così semplice. La startup è stata presentata davvero in tutto il mondo e ora approda alle prime vittorie grazie alle partnership con i ristoranti stellati. Per coltivare le erbe aromatiche lo chef Bruno Barbieri ha espresso interesse verso questa possibilità. 

Da casa all’ufficio. 

 

La possibilità di coltivare al chiuso però non è un prerogativa delle abitazioni ma anche degli uffici. Sono molti coloro che stanno già pensando di “decorare” gli spazi di lavoro con queste coltivazioni tecnologiche. Questo perché grazie alla tecnologia sviluppata si possono utilizzare sia spazi all’aperto che al chiuso e gli uffici, sempre bui e angusti, potrebbero beneficiare di questa coltivazione. “Le coltivazioni”, come spiega lo stesso Renato Reggiani, ceo e fondatore dell’azienda, “oltre ad essere una gioia per gli occhi e il palato, rende più sostenibile l’ambiente domestico, purifica naturalmente l’aria producendo ossigeno e assorbendo pericolosi inquinanti come la Co2”. La tecnologia si riserva di essere davvero una scoperta per il mondo intero che potrebbe così ridurre anche l’inquinamento delle grandi città. Pensiamo ad esempio a New York, se tutti avessero una coltivazione come questa, in un grattacielo di 100 piani, si produrrebbe una enorme quantità di ossigeno da rendere l’aria più respirabile. Non sappiamo quanto costerà la tecnologia né i tempi di consegna, ma siamo certi che si tratta di una grande scoperta, unica nel suo genere! 

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Viaggiare si, ma la lingua?

Viaggiare si, ma la lingua?

Siamo sempre in procinto di viaggiare ma quante volte abbiamo cambiato meta a causa della lingua del paese di destinazione? 

Viaggiare linguisticamente.

L’estate è arrivata e si è fatta attendere tanto soprattutto da coloro che lavorano tutto l’inverno e non hanno potuto godere di periodi di ferie. Sono, dunque, tutti pronti per prenotare le vacanze ma quali mete verranno scelte? Non conoscere la lingua del posto spesso può rendere un viaggio un incubo e in mondo nel quale i voli sono tutti low-cost e raggiungere mete lontane è diventato semplice, come si può risolvere il problema? Gli adolescenti di oggi sono abituati a conoscer la lingua internazionale, l’inglese, lo studiano a scuola e anche da bambini alle scuole elementari. Gli adulti invece sono sempre penalizzati dalla mancanza della conoscenza linguistica e spesso evitano di compiere viaggi in paesi stranieri a causa della paura della lingua. Potrebbero usare dei sistemi di traduzione istantanea, si ma a causa del funzionamento su rete potrebbero non funzionare. 

La soluzione ai problemi linguistici. 

Un’azienda giapponese ha cercato di trovare la soluzione al problema linguistico dei viaggiatori. Hanno inventato un dispositivo grado di tradurre più di 50000 parole e senza utilizzare nessuna connessione. Il device funziona utilizzando una libreria di frasi comuni utilizzate in viaggio. Tutto questo senza utilizzare nessuna connessione dati. “Ili” è un device sviluppato da Logbar che registra e ripete in un istante l’espressione tradotta. Il traduttore portatile al momento utilizza tre lingue: inglese, giapponese e cinese. Sarà sufficiente avvicinare il device alla bocca e premere un pulsante per registrare la frase da tradurre e riprodurla all’interlocutore. La società ha evidenziato anche che il device è molto veloce, traduce in circa 0,2 secondi. Quando potremo godere di questo utilissimo strumento per i nostri viaggi? Alla fine del 2017.

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Giugno 2017: davvero hanno abolito i costi extra del roaming?

Giugno 2017: davvero hanno abolito i costi extra del roaming?

Il Parlamento e il Consiglio UE hanno trovato un accordo sulle tariffe che gli operatori applicano ai servizi in roaming. Ma è davvero cosi?

Roaming in UE. 

Da Giugno 2017 verranno, finalmente, aboliti i costi extra per il roaming internazionale. Era un servizio che in molti richiedevano a causa della mobilità internazionale che ha caratterizzato il mercato del lavoro negli ultimi anni. Ora il Parlamento ha raggiunto l’accordo con il Consiglio UE hanno trovato un’intesa sulle tariffe che gli operatori applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming. Cosa succederà? Dal 15 giungo gli europei potranno viaggiare nelle UE senza tariffe roaming e gli operatori potranno continuare a competere per fornire le offerte più attraenti per i loro mercati internazionali. Il Consiglio ha specificato che i prezzi all’ingrosso saranno abbassati e di conseguenza  gli operatori dei Paesi di origine potranno consentire il Roaming senza accrescere il costo delle chiamate nazionali. Le tariffe, però, dovranno sempre essere più alte per dare la possibilità agli operatori dei Paesi visitati di recuperare i costi senza dover aumentare le tariffe nazionali. In definitiva però viaggiare diventa economico anche dal punto di vista della telefonia e in 28 paesi europei si pietra usare il proprio telefono cellulare senza sovra-costi con il proprio piano tariffario sia per telefonare che per navigare. 

Un passaggio cruciale per la telefonia europea. 

Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione UE ha affermato che “questo è un passaggio cruciale per il mercato unico digitale”. Per i consumatori questo è un grande traguardo, raggiunto dopo un anno e mezzo di trattative tra le potenti lobby delle compagnie di telefonia internazionale e il Governo. Grazie a Bruxelles sarà graduale l’eliminazione del roaming in Europa. Il Roaming è l’insieme delle procedure, normative e apparecchiature che consentono di mettere in comunicazione due utenti all’interno della stessa rete o con reti diverse. In semplici parole è quello che permette alla rete nazionale di agganciarsi alla rete di un altro Paese Europeo. Vi è mai capitato di andare in viaggio, in Francia per esempio, e notare che non si ha indicato più il proprio operatore ma un nome diverso? In America per esempio risulta la scritta AT&T al posto del classico Tim, Wind, o Tre. Questo è il roaming. 

I costi del Roaming.

In passato era l’operatore a cui si agganciava la rete a dettare le regole del costo della trasmissione. Nel 2009 la Comunità Europea è dovuta intervenire a fissare un tetto massimo di spesa per il cittadino europeo che si trova a circolare nello spazio comunitario. Il nuovo mercato del lavoro che vede una mobilità giornaliera di ragazzi che si trasferiscono in varie città d’Europa ha forse preoccupato la Comunità che ha pensato bene di tutelare questi ragazzi e le eccessive spese di telefonia. L’Eurotariffa al 2012 è stata di 0,70 euro la MB, nel 2015 di 0,20 al MB. Gli accordi tra le compagnie telefoniche internazionali per l’abolizione del Roaming cosa comportano per noi cittadini? In semplici parole: se abbiamo sottoscritto un abbonamento in Italia, con dei minuti illimitati e del traffico dati prestabilito, ad esempio 2GB o 5GB, possiamo goderne anche quando siamo fuori dall’Italia. I furbetti però non potranno ottenere benefici da questo accordo internazionale perché c’è una clausola di salvaguardia la quale prevede che se un individuo utilizza la scheda per più di brevi periodi. Dunque se avete intenzione di trasferirvi in un paese della Comunità Europea sappiate che dovrete necessariamente acquistare in sede una scheda di operatori telefonici nazionali e non potrete usare vita naturaldurante la vostra scheda italiana! Ma l’accordo è già valido? Wind ha iniziato già ad aprile, anticipando tutti sul mercato, seguita da Tre e Fastweb, resta solo Tim che di adeguerà nel corso di questo mese. 

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Telegram approda ai pagamenti online.

Telegram approda ai pagamenti online.

Dopo Apple e Google anche Telegram, la chat più sicura del momento, punta sui pagamenti online ampliando il suo bagaglio di funzionalità.

Telegram: pagamenti online.

Telegram, chat disponibile per dispositivi mobili, caratterizzata da una grande sicurezza, punta sui pagamenti online. La nuova versione 4.0 dell’applicazione introduce la possibilità di fare shopping nelle chat box e di pagare direttamente attraverso gli assistenti virtuali. È questa una grande opportunità per coloro che già da tempo stanno utilizzando le chat box per i propri affari. Una sfida diretta, inoltre, a tutti i concorrenti di quello che, in sordina e senza importanti exploit ha dimostrato di essere una delle chat più usate del momento. 

Cos’è Telegram?

Per tutti coloro che non conoscono questa chat Telegram resta un mistero da provare, o forse no. Telegram è un servizio di messaggistica istantanea basato su cloud libero nel suo utilizzo. Tra le caratteristiche di Telegram c’è la possibilità di effettuare delle conversazioni cifrate, effettuare chiamate cifrate e scambiare messaggi vocali, fotografie, video, stickers. Niente di diverso da WhatsApp se non fosse che questo servizio di chat ha dimostrato di avere una grande controllo sulla privacy e la sicurezza. Fondato nel 2013 da due fratelli che in passato hanno fondato già il social network russo VK. I due soci però hanno affermato che la chat non avrebbe avuto connotazioni a scopo di lucro e che non avrebbe avuto collegamenti con il social network. Effettivamente al momento non hanno disatteso le promesse. Nel 2014 ha raggiunto 35 milioni di utenti attivi mensilmente, una quantità incredibile di utenti ma niente in confronto al 2016 che vede una soglia mensile di 100 milioni di utenti attivi. Il software completamente libero funziona tramite cloud di Telegram cosi da garantire la sincronizzazione istantanea. Questa funzionalità permette di accedere ai messaggi da diversi dispositivi contemporaneamente. Esistono diverse tipologie di chat la prima è la chat classica che utilizza una cifratura client-server, cifrata da dispositivo a server di Telegram e viceversa. Esiste anche la chat segreta, che sfrutta la cifratura end-to-end ossia la cifrati fra i due dispositivi coinvolti nella conversazione. Questa tipologia di chat però, benché maggiormente sicura, non può essere visualizzata su dispositivi differenti. Ci sono però delle caratteristiche importanti come la possibilità di cancellare le chat tramite un timer di autodistruzione. 

Gruppi, supergruppi e bot. 

I gruppi possono contenere sino a 200 utenti e solo gli admin possono aggiungere utenti o bot. I supergruppi, però, possono contenere sino a 5000 persone e possono nascere dai gruppi normali ma non possono ritornare in gruppi normali dopo che si sono trasformati in supergruppi. E se un utente si aggiunge in un secondo momento alla chat di un supergruppo? C’è la possibilità di vedere la cronologia dei messaggi! Dal 2015 Telegram ha introdotto i Bot che sono degli account Telegram gestiti da un programma che offrono molteplici possibilità. È questo che ha permesso alle aziende di usare Telegram come mezzo per il proprio business. Con l’aggiornamento della chat arriveranno anche altre due novità: i video messaggi e Instant View per accedere velocemente ad articoli di media e blog.

 

 

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Sanzioni a WhatsApp da tre milioni di euro. 

Sanzioni a WhatsApp da tre milioni di euro. 

WhatApp sta subendo due istruttorie e una sanzione da 3 milioni di euro poiché avrebbe indotto gli utenti ad accettare dei termini poco chiari e non legalmente accettabili. 

WhatsApp sotto accusa. 

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dopo due istruttorie ha comminato una sanzione da 3 milioni di euro all’applicazione per la comunicazione più usata al mondo. Secondo l’Autorità, infatti, WhatsApp avrebbe indotto i clienti ad accettare i nuovi termini di utilizzo con dichiarazioni mendaci. In particolare la condivisione dei propri dati con Facebook non è stata descritta nel modo più corretto, lasciando intendere che senza la condivisione non si potesse utilizzare l’applicazione. L’Antitrust ha espresso il suo giudizio negativo nei confronti della pratica perseguita dal social.

E chi già era utente?

Differente la situazione per gli utenti già registrati all’applicazione alla data del 25 agosto 2016 che avevano la possibilità di accettare solo in parte i termini di utilizzo e i contenuti. Gli utenti “storici” del social avrebbero potuto decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook continuando ad utilizzare l’applicazione senza limitazioni. Non è tutto però perché l’Antitrust ha anche accertato la vessatorietà di alcune disposizioni contrattuali delle app come l’esclusione e limitazione di responsabilità in capo a WhatApp molto ampie e generiche incluse quelle che discendono dal proprio inadempimento. WhatsApp ha introdotto un aggiornamento dei termini di utilizzo che prevedono addirittura una interruzione del servizio unilateralmente da WhatsApp e senza preavviso. I termini di utilizzo più criticati sono soprattutto quelli economici che prevedono la possibilità per WhatsApp di modificare costi e abbonamenti in qualsiasi momento. 

La risposta di WhatsApp

“Stiamo rielaborando la decisione e risponderemo ai funzionari” questa la risposta di un portavoce dell’azienda. Sono periodi difficili per i social e per le applicazioni, critiche amare e multe milionarie per coloro che non si adeguano alle nuove esigenze. Recentemente Facebook aveva subito continui attacchi per la sicurezza informatica e i casi di Stalking social e Cyber Bullismo che hanno portato l’azienda a rivedere il suo algoritmo e ad ampliare il suo staff. Non solo Facebook ha dovuto rivedere le sue pratiche e i suoi algoritmi per migliorare la sicurezza, lo stesso è accaduto per Google, il motore di ricerca più usato al mondo. Anche WhatsApp è “balzato” alla cronaca spesso negli ultimi mesi a causa dei casi di Cyber Bullismo.

 

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Google punta ai pagamenti con il suo Assistant.

Google punta ai pagamenti con il suo Assistant.

Google promette sempre grandi conquiste. La prossima meta? Il pagamento non solo con smartphone ma anche con Google Assistant. 

Pagamenti con Assistant. 

Google rivoluzionerà i pagamenti rendendoli possibili non solo da smartphone ma anche direttamente con Google Assistant. Utilizzando un semplice comando vocale verrà ricalcata una funzionalità già attiva sull’assistente di Apple Siri e che Facebook ha introdotto su Facebook. Come sempre per l’Italia servirà attendere del tempo perché la possibilità è in sperimentazione negli Stati Uniti e solo in seguito verrà esportata. Google ha affermato che già nei prossimi mesi sarà possibile il pagamento sia con Android, sia con Google Home, l’assistente cilindrico da salotto. Tutto quello che vi servirà sarà una carta di credito connessa con il vostro account. 

Sistemi di pagamento online. 

Sono già presenti dispositivi di assistenza che permettono i pagamenti come Siri di Apple. Ora anche Google sbarca sul mercato del “pagamento alternativo”. I sistemi di pagamento online sono già disponibili in altre forse su Android, come dimostra Android Pay. Il sistema è già disponibile in dieci mercati e presto debutterà in altri tra cui l’europea Spagna. Ora anche PayPal supporta Apple Pay. La notizia però, come già detto, arriva in contemporanea allo sbarco di Apple Pay in Italia, che permette lo stesso e anche questo sistema supporta PayPal. Google non promette nulla di nuovo ma cerca solo di adattarsi al cambiamento del tempo. Sarà dunque possibile semplicemente pronunciando al microfono dello smartphone l’importo e il destinatario e il pagamento verrà effettuato. A garanzia e a sicurezza della transazione va confermata tramite password o lettura dell’impronta digitale. Google non è una novellina dei pagamenti virtuali, oltre alla già citata Android Pay, da anni Google opera con il portafoglio virtuale Google Wallet. Possiamo essere sicuri della nostra sicurezza? 

 

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Opere dubbie alla mostra di Modigliani a Genova?

Opere dubbie alla mostra di Modigliani a Genova?

Il critico Carlo Pepi, grande esperto di Modigliani ha criticato la mostra organizzata a Genova affermando che….

Pisa e Modigliani la mostra del dubbio.

La mostra a Palazzo Ducale di Genova è stata criticata dal critico d’arte Carlo Pepi. È lui uno dei massimi esperti delle opere di Modigliani che ha posto un dubbio sull’autenticità delle opere esposte. Secondo il critico ci sono circa tredici opere dubbie e tre dipinti a doppia firma sono male attribuiti oltre che a Kisling anche a Modigliani. Pepi fu l’unico nel 1984 a non credere all’autenticità delle tre teste ritrovate nei fossi di Livorno attribuite a Modigliani e che poi risultarono una burla di studenti. È inoltre direttore della Casa Natale di Modigliani, dunque un vero esperto. 

Le teste di Modigliani: falso o falso d’autore?

La scoperta del 1984 di tre sculture nel canale di Livorno fu un grande evento. I critici d’arte Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi furono unanimi nell’attribuzione delle sculture a Modigliani. Modigliani, secondo la leggenda, avrebbe gettato nei fossi livornesi quattro sculture perché da lui stesso ritenute non adatte al livello della sua arte. Si tratta però di una leggenda ben organizzata da studenti che si sono discolpati affermando che volevano regalare una emozione alla troupe di scavo. La confessione su una intervista a Panorama mostra anche le foto dei ragazzi che realizzano le opere. Alcuni giorni dopo il ritrovamento, in un secondo scavo, erano state ritrovate altre teste opera però di un altro livornese, Angelo Froglia, scultore e pittore. L’artista voleva dimostrare attraverso un processo di persuasione collettiva come si potevano condizionare le convinzioni della gente. Cercava inoltre l’apertura di un dibattito sulla condizione dell’arte e ci è riuscito nel migliore dei modi. Sono state tante infatti le interviste in Rai durante le quali ha spiegato il suo operato e il suo obbiettivo. 

Sono tante le opere dubbie alle mostre. 

A Padova è scoppiata la bufera sulla mostra di Bansky. Kenny Random ha definito la mostra “una sòla” facendo scoppiare la bufera mediatica. Le minacce legali non sono mancate alla chiusura della mostra dello street artist più famoso al mondo, di origine britannica, Bansky. L’artista di strada Random di origini padovane andato a dare una occhiata alla mostra e ne è uscito sconvolto dalla presenza di opere, a detta sua, non originali. Direttamente sulla sua pagina Facebook la denuncia pubblica, affermando che “ho chiesto informazioni al personale della galleria e sono stato allontanato dalla sala”. È tutto da verificare e una sola voce, non critica, non può rendere un fake una mostra internazionale. 

 

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Facebook a volto scoperto: il Guardian rivela le sue linee guida.

Facebook a volto scoperto: il Guardian rivela le sue linee guida.

A Londra il Guardian ha per la prima volta nella storia di Facebook rivelato le linee guida e le regole seguite dal social più usato al mondo. 

Le linee guida di Facebook.

Dopo una lunghissima indagine il Guardian, quotidiano britannico, è riuscito ad ottenere le linee guida di Facebook. È la prima volta che le membra della Società vengono scoperte e il Guardian avverte: “Facebook non ha il controllo che crede di avere”. La notizia che spaventa tutti è che secondo il quotidiano il social negli ultimi anni è cresciuto così tanto da far perdere le redini del controllo ai suoi dipendenti per la sicurezza. Il fenomeno dello scarso controllo ha raggiunto livelli senza paragoni se pensiamo ad esempio al fenomeno del “revenge porn”. Vi è mai capitato di sentire notizie circa fidanzati traditi che caricano online e sul social i video pornografici del proprio ex? Il fenomeno avrebbe necessità di circa 10 secondi per definire un’immagine appropriata o meno per il mondo del social. È questo il lavoro dei moderatori. 

La difesa di Facebook.

 

Facebook si difende ampiamente affermando che sono tanti i processi già avviati per permette un maggior controllo sui video e sulle foto postate. Qualche articolo fa vi abbiamo già parlato dell’aumento dei controlli di Facebook sui video. Quello che si cerca di evitare però è il calo della libertà di parola, quindi un dubbio etico sorge spontaneo: aumentare i controlli eliminando tutto quello che urta la sensibilità o mantenere l’assoluta libertà di parola? La compagnia californiana replica a muso duro alle rivelazioni del Guardian. Lo stesso Zucherberg ha affermato di aver destinato 3mila persone al team di operazioni nel mondo per ottenere maggiori segnalazioni e più velocemente. Monika Bickert Head of Global Policy Management di Facebook ha affermato che: “ Oltre a investire su più persone stiamo anche realizzando strumenti migliori per mantenere la comunità al sicuro. Renderemo più semplice segnalarci i problemi, e più rapido per i nostri moderatori determinare quali post violano i nostri standard. Semplificheremo anche il processo con cui possono contattare le forze dell'ordine se qualcuno ha bisogno di aiuto”. Gli utenti sono sempre di più e le potenzialità del social stanno aumentando giorno dopo giorno, non ci resta che aspettare di vedere come intensificheranno i controlli. Certo è che nel frattempo sono tanti i dubbi e le perplessità riguardo le tecniche di censura a protezione che vengono utilizzate. Recente è il caso di un gruppo Facebook che racconta di arte classica e moderna che si è vista oscurare molte foto di sculture, ovviamente nude trattandosi di opere classiche, e addirittura chiudere la pagina per qualche giorno. Vedremo!

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